Una finestra digitale sul mondo di Christophe Plantin*

[A Digital Window into Christopher Plantin’s World]

Manuela Bragagnolo Università degli Studi di Trento / Max Planck Institute for Legal History and Legal Theory, Frankfurt am Main bragagnolo@lhlt.mpg.de

The Plantin Press Online. A Bibliography of the Works Printed and Published by Christopher Plantin at Antwerp and Leiden (1555–1589), apparve alle stampe ad Amsterdam, in sei volumi, tra il 1980 e il 1983. L’imponente bibliografia, realizzata dall’allora direttore del Museo Plantin-Moretus di Anversa, Leon Voet, con la collaborazione della moglie, Jenny Voet-Grisolle, per più di quarant’anni ha costituito una bussola indispensabile ad orientare il lavoro di quanti si sono dedicati allo studio dell’attività intellettuale, editoriale, imprenditoriale e commerciale del »principe« degli stampatori del Cinquecento – che fu allo stesso tempo »re« indiscusso del mercato del libro di lusso. The Plantin Press includeva infatti innanzitutto una descrizione dettagliata delle più di 2000 opere allora identificate, stampate e pubblicate con il marchio del Compasso d’Oro ad Anversa e nella succursale di Leida, dagli inizi dell’attività di Christophe Plantin (1555) fino alla sua morte (1589). Inoltre, per ogni opera pubblicata ed edita, The Plantin Press forniva agli studiosi precisi riferimenti alla corrispondenza (pubblicata da Max Rooses, Jean Denucé e Maurice van Durme, tra la fine dell’800 e gli anni ’50 del ’900) e soprattutto alle carte dell’archivio personale di Plantin, che il Museo Plantin-Moretus di Anversa conservava allora, e conserva ancora oggi. Non si trattava, quindi, di una semplice bibliografia con informazioni sulle edizioni plantiniane. Come affermava lo stesso Voet nell’introduzione al primo volume, proprio grazie ai rimandi alla corrispondenza e al materiale di archivio, l’opera si presentava agli studiosi come un insostituibile strumento di ricerca in grado di aprire un’ampia »finestra« sul mondo del Rinascimento attraverso il mezzo di comunicazione – la stampa tipografica – che più aveva contribuito a plasmarlo.

Il tempo ha chiaramente dato ragione a Voet. E oltre a ispirare le ricerche di »librai, antiquari, e studiosi interessati alla storia della stampa« che Voet immaginava come i suoi ideali lettori, The Plantin Press ha guidato lo studio, tra gli altri, di storici economici del libro, di storici dei saperi e della cultura che proprio attraverso l’analisi della bibliografia, della corrispondenza e la consultazione dei documenti al Museo, hanno contribuito e contribuiscono costantemente ad arricchire la conoscenza dei meccanismi, delle logiche e delle dinamiche proprie della produzione e del commercio dei libri nella prima età moderna. Questi studi hanno, al contempo, approfondito, aggiornato, integrato con nuove scoperte e talvolta naturalmente anche corretto il lavoro dello stesso Voet cristallizzato nella bibliografia.

Con The Plantin Press Online (Brill, Open Access), realizzato in collaborazione col Museo Plantin-Moretus ed edito da Kristof Selleslach e Zanna Van Loon (rispettivamente archivista e curatrice della sezione libri antichi e manoscritti del Museo), questo strumento di ricerca diventa un potente ipertesto open-access. Basato sull’edizione a stampa in sei volumi, scansionati nel 2022, processati attraverso l’OCR e trasformati in files xml in modo da costituire la base dello strumento di ricerca online, The Plantin Press Online incorpora i più aggiornati ritrovamenti bibliografici, le correzioni all’edizione del 1980–83 e, soprattutto, include i link alle riproduzioni digitali dei documenti d’archivio citati.

Come indicato dagli editori nella pagina iniziale, il dataset è in continuo aggiornamento ad opera degli specialisti del Museo Plantin-Moretus e per questo The Plantin Press Online deve essere considerato come un work in progress: la bibliografia è stata integrata con informazioni tratte dalle numerose ricerche che hanno seguito la pubblicazione dell’edizione a stampa, ed è continuamente aggiornata mediante l’inserimento di link a nuove risorse digitali. Inoltre, The Plantin Press Online fa |appello all’intera comunità scientifica (invitata a contattare il team di lavoro all’indirizzo email: plantinpressonline@antwerpen.be) a contribuire all’aggiornamento attraverso l’invio di ulteriori informazioni che possano essere utili a migliorare la bibliografia.

Il materiale dell’edizione di Voet costituisce, dunque, l’ossatura di uno strumento di ricerca in costante aggiornamento. La scheda relativa ad ogni opera segue la struttura e la descrizione della bibliografia a stampa (con la trascrizione integrale del frontespizio, la descrizione bibliografica e la panoramica sulla struttura del volume, il riferimento alle biblioteche che ne conservavano copie fisiche, i riferimenti bibliografici) ma include anche nuovi elementi, indicati nella sezione »Introduction«. Tra questi troviamo, ad esempio, un Record ID unico, che si aggiunge al numero assegnato originariamente da Voet; oppure il link alla scheda dell’opera nel catalogo online del Museo (qualora il Museo Plantin-Moretus conservi una copia fisica dell’opera); o ancora l’indicazione dell’impronta con riferimento alle basi di dati STCV e STCN, e l’eventuale presenza di copie digitali.

La sezione »Indexes« invece riporta una rielaborazione degli indici contenuti nel sesto volume di Voet, aggiornati anch’essi sulla base dei più recenti risultati della ricerca: l’indice delle edizioni falsamente pubblicate con la marca di Plantin, delle edizioni dubbie, delle edizioni illustrate, di casi particolari e, soprattutto, l’indice dei nomi di persona.

Oltre agli indici, due sono le chiavi principali per accedere ai contenuti della bibliografia: accanto a una ricerca libera (»search within the Publication«), l’»A–Z browse« permette di navigare nella bibliografia alfabeticamente, passando in rassegna i‍‍‍ nomi di autore e i titoli delle opere stampate o edite da Plantin: ogni voce di autore rimanda alle schede delle opere, mentre queste ultime includono anche il rinvio alle informazioni relative agli autori.

Se le minuziose descrizioni delle edizioni, realizzate da Voet e aggiornate dal team del Plantin Press Online – con il corredo di informazioni supplementari di cui si è parlato – costituiscono un imprescindibile strumento per ricostruire nel dettaglio il panorama completo della produzione a stampa del Compasso d’Oro, è senza dubbio nel ricco apparato di note apposte alla descrizione di ogni edizione, che risiede l’apporto più originale e più fecondo della ricerca di Voet – oggi ulteriormente potenziato nella versione digitale. Nelle note, infatti, Voet fornisce i preziosissimi rimandi alla corrispondenza e, soprattutto, ai numerosi libri contabili, registri di vendita, e documenti vari, nei quali Plantin registrava con dovizia di particolari i dati tecnici, finanziari, commerciali relativi ad ogni opera da lui stampata o edita.

Si tratta di manoscritti conservati al Museo Plantin-Moretus, di cui Plantin Press Online fornisce il link alla riproduzione digitale. Attraverso questo strumento è quindi possibile accedere non soltanto agilmente alle ricerche di Voet, ma anche utilizzarle come punto di partenza per ulteriori indagini da condurre direttamente, seguendo il link, sulle digitalizzazioni dei registri, dei libri contabili e dei documenti dell’Archivio di Plantin.

Lo studio di queste fonti permette di accedere ad informazioni come i costi di produzione, i dettagli relativi alla composizione e realizzazione tecnica dell’opera, le reti di vendita, i canali di distribuzione e i prezzi delle opere stesse. Consente quindi di capire quali fossero i fattori e gli attori coinvolti nella produzione e la circolazione di una determinata opera a stampa e, più in generale, delle opere prodotte da Plantin. Gli studi più recenti dedicati a Plantin e il mercato europeo del libro si basano proprio su fonti come queste.

Ma si tratta, a mio avviso, di fonti di grandissimo interesse anche per quanti siano interessati a studiare, seguendo nuove sensibilità storiografiche, il mondo della stampa come una componente essenziale per lo studio delle idee, dei testi, dei saperi custoditi e mobilizzati nei libri stampati. Lo studio di queste fonti, a cui The Plantin Press Online fornisce una potente via d’accesso, aggiunge una dimensione fondamentale per indagare i meccanismi di produzione e circolazione del sapere nella prima età moderna, anche del sapere sulla normatività.

La scelta di mercato di Plantin ricadde, infatti, principalmente sulle litterae humaniores e sul libro religioso – categoria questa tutt’oggi dibattuta tra gli storici del libro, e nella quale è possibile trovare i libri »pragmatici«, che ebbero un ruolo fondamentale nella costituzione degli ordini normativi nella prima età moderna. Quelle di Plantin erano edizioni di lusso, il cui pregio si ritrovava principalmente nella cura che l’editore metteva nella realizzazione di ogni libro che usciva dai suoi torchi. Non stupisce che uno dei canonisti più celebri del Cinquecento, Martín de Azpilcueta,| scelse anche Plantin per la stampa dell’edizione latina del suo Manual de Confessores (1575), nel quadro della sua attenta strategia autoriale che consisteva, tra le altre cose, nell’affidare contemporaneamente la stampa dell’edizione latina dell’opera a editori-stampatori collocati in diverse città e nazioni europee, in modo da assicurarne una circolazione massiva, a livello globale. All’epoca in cui Plantin stampava la sua edizione del Manual, era stato da qualche anno nominato »arcitypographus regius« da Filippo II, il quale gli aveva garantito anche un lucrativo monopolio sulla produzione dei nuovi libri liturgici destinati al mercato spagnolo e americano. Stampare la normatività richiedeva più di altri un ponderato bilanciamento di costi e cura.

The Plantin Press Online rende quindi ancora più concreta, vicina e tangibile (perché digitale) la »finestra« sul mondo del Cinquecento realizzata da Voet per gli studiosi. Anzi, di più. La‍‍‍ »finestra« digitale permette ora di entrare direttamente nei manoscritti plantiniani come mai prima.

Notes

* Kristof Selleslach, Zanna Van Loon (eds.), The Plantin Press Online. A Bibliography of the Works Printed and Published by Christopher Plantin at Antwerp and Leiden (1555–1589), online: https://referenceworks.brill.com/ display/db/cpo?contents=mrw- browse-a-z